Come rispondere a «Perché vuoi lasciare il tuo lavoro?»
Prepara una risposta sincera e orientata al futuro sul motivo per cui vuoi cambiare lavoro. Scopri cosa valuta il recruiter e come spiegare situazioni difficili.
Alla domanda «Perché vuoi lasciare il tuo lavoro?» non devi fingere che vada tutto bene. Devi però dimostrare lucidità. I recruiter sanno che si cambia per crescita limitata, riorganizzazioni, stipendio, un manager difficile o un ruolo diverso da quello promesso.
La risposta deve essere abbastanza sincera da reggere una domanda successiva, ma abbastanza selettiva da rimanere professionale.
Che cosa vuole capire il recruiter
Vuole sapere se la scelta è ponderata, se le tue aspettative corrispondono alla nuova posizione e se sai parlare di una difficoltà senza perdere equilibrio. Può anche verificare eventuali periodi brevi o conflitti ricorrenti. Non serve mettere sotto accusa l’azienda: spiega la direzione che vuoi prendere.
Una struttura in tre passaggi
Parti da un fatto neutro. Cita brevemente ciò che hai imparato o apprezzato. Collega poi il cambiamento a un elemento concreto del nuovo ruolo.
«Ho imparato molto costruendo il sistema di reporting. Ora il team si sta spostando soprattutto sulla manutenzione, mentre io voglio crescere nella product analytics. In questa posizione è un’attività centrale».
Esempi per situazioni comuni
Crescita limitata
«Ho assunto responsabilità più ampie, ma nel team non è previsto un passaggio di livello. Cerco un ruolo in cui guidare progetti più complessi e continuare a crescere».
Riorganizzazione
«La mia posizione è stata coinvolta in una ristrutturazione più ampia. Sono orgoglioso del lavoro concluso e ora punto a ruoli in cui l’esperienza in [ambito] sia particolarmente utile».
Il ruolo non era quello previsto
«Dopo l’ingresso, il lavoro si è concentrato molto più su [A] che su [B], discusso durante la selezione. Ho provato a farlo funzionare, ma ora cerco una posizione in cui [B] sia davvero parte delle responsabilità».
Un ambiente difficile
Non raccontare ogni episodio. Nomina il problema professionale – priorità confuse, orari insostenibili, poca autonomia – e chiarisci quale contesto ti permetterebbe di lavorare meglio.
Sincerità non significa raccontare tutto
Se sei stato licenziato, dillo in modo breve e riconosci ciò che avresti potuto gestire diversamente. Non inventare dimissioni: una contraddizione pesa più di una spiegazione matura.
Le risposte più rischiose
Attaccare il manager: anche una critica fondata solleva dubbi sulla gestione dei conflitti.
Restare vaghi: «Voglio cambiare» non crea fiducia.
Parlare solo di stipendio: collegalo anche a livello, responsabilità e contributo.
Giustificarsi troppo: un racconto lungo ingrandisce il problema.
Prova la risposta ad alta voce
Una frase ragionevole può suonare difensiva quando sei sotto pressione. Con Lyrra puoi esercitarti via testo o voce usando la job description e rivedere il feedback risposta per risposta. È più facile notare passaggi vaghi, tensione o divagazioni prima del colloquio vero.
Metti alla prova il tuo racconto professionale
Il punto essenziale
Descrivi il passato in modo breve e concreto. Dedica il resto della risposta a ciò che hai imparato, a ciò che cerchi e al motivo per cui questa opportunità è coerente.
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